A due anni di distanza dall’album precedente, “Mosaic”, la Heads Up pubblica un nuovo lavoro del Caribbean Jazz Project, ovvero uno dei marchi che meglio rappresentano oggi il composito universo del latin jazz e dietro il quale c’è da sempre il vibrafonista Dave Samuels. Il CD prende il nome dalla formazione che Samuels ha stavolta coinvolto, l’Afro Bop Alliance, altra significativa realtà contemporanea del più schietto jazz di impronta latina. Diretta dal batterista e percussionista Joe McCarthy e per l’occasione ampliata ad altri musicisti, sino ad assumere la configurazione di una sontuosa big band, l’Afro Bop Alliance si è messa al servizio di Samuels per confezionare un disco che alterna temi composti dallo stesso vibrafonista e classici del jazz, ovviamente riletti alla maniera del Caribbean Jazz Project. La scaletta include infatti Naima di John Coltrane, Stolen Moments di Oliver Nelson, Bemsha Swing di Thelonious Monk, cui si aggiunge Soul Sauce di Dizzy Gillespie, uno dei maestri del jazz che più ha flirtato con il mondo musicale caraibico.
“L’idea del Caribbean Jazz Project è sempre stata quella di esplorare la ricchezza della musica fuoriuscita dall’ampio bacino della cultura caraibica, evolutasi a contatto con l’Africa e l’Europa”, racconta Dave Samuels, “Quando il gruppo si è formato, il suo sound ruotava soprattutto attorno alla combinazione fra i miei due strumenti, vibrafono e marimba, sassofono e steel drums. Poi l’aggiunta di flauto e chitarra ha donato nuove sfumature alla nostra musica”. E sul nuovo album dice: “Mi è sempre piaciuto reinventare gli standards. È una specie di sfida arrangiare un brano in una chiave diversa ma che nello stesso ne mantenga intatta la riconoscibilità”. Tra i brani selezionati per “Afro Bop Alliance”, quello che desterà maggiori sorprese è sicuramente Naima: l’inedita versione latina della splendida composizione coltraniana è uno dei punti forti dell’album e suffraga le parole di Samuels, musicista dal vasto bagaglio di esperienze e per questo motivo in grado di mescolare al meglio ingredienti musicali diversi. Che è poi appunto la stessa filosofia che sta alla base del Caribbean Jazz Project e di un CD che incontrerà sicuramente i favori di chi ama il latin jazz più inventivo e ritmicamente scoppiettante.
Costituito nel 1993 in occasione di un concerto speciale tenutosi al Central Park Zoo, il Caribbean Jazz Project ha via via consolidato la propria identità, arrivando a collezionare un Grammy Award (con l’album “The Gathering” del 2001) e due Nomination, andate rispettivamente ai successivi “Birds of A Feather” (2003) e “Here And Now - Live In Concert” (2005). La ricca discografia del gruppo (in tutto nove album, sei su etichetta Concord e tre su Heads Up) testimonia l’adesione all’idea di Dave Samuels da parte di altri musicisti di valore quali il sassofonista cubano Paquito D’Rivera, lo specialista di steel drums Andy Narell, il flautista Dave Valentin, il chitarrista Steve Khan. Oltre che col Caribbean Jazz Project, e grazie al suo approccio innovativo al vibrafono e alla marimba, Dave Samuels si è distinto al fianco di Gerry Mulligan, Pat Metheny, John Scofield, Frank Zappa, e in qualità di componente di gruppi quali gli Spyro Gyra, i Double Image (nei quali interagiva con il collega di strumento Don Friedman) e i Timepiece.
