mercoledì, maggio 21, 2008
FLAVIO OREGLIO E I LUF - Giu'
Sulla scia del successo del recente spettacolo “Non è stato facile cadere così in basso”, riscrittura teatrale dei temi contenuti nell’omonimo libro di Oreglio, uscito a ottobre 2007 per Bompiani e messo in scena al Teatro della Cooperativa di Milano lo scorso gennaio, FLAVIO OREGLIO e “I LUF” hanno realizzato il CD “GIU’ – non è stato facile cadere così in basso”, dando nuova linfa al connubio tra teatro e musica, nel solco aggiornato del teatro-canzone, di cui Flavio Oreglio è riconosciuto esponente.
In questo nuovo lavoro musicale, scritto da Oreglio in collaborazione con Dario Canossi e Luca Bonaffini (arrangiamenti a cura dei “Luf”), sono contenute le canzoni dello spettacolo teatrale.
Ballate che trattano temi importanti come la guerra (“KABUL”), la religione (“LA FIERA DELLE FOLE”), la filosofia (“IL PENSIERO”), l’isolamento (“MURO”), la politica (“BASTA!”), l’egoismo (“L’ABITO DEGLI ALTRI”) e la speranza (“ANIMA POPOLARE”); a cui si aggiunge “VORREI”, dedicata a Felicia, madre di Peppino Impastato ucciso dalla mafia nel 1978 e di cui ricorre quest’anno il trentennale, (recentemente celebrato con una “veleggiata antimafia”, da SanRemo a Cinisi, di cui il brano ha rappresentato la sigla) e una rilettura della canzone “UN’ IDEA” di Giorgio Gaber, presentata alla TV Svizzera nel marzo 2008 in occasione dello speciale “Io mi chiamo G” dedicato al grande attore/cantautore scomparso.
L’album, mette in corto circuito la profondità satirica di Flavio Oreglio con le sonorità ruvide dei “Luf”, la folk – rock band camuna di Dario Canossi da tempo dedita alla ricerca sulla musica e sulla canzone popolare, trovando attraverso questo binomio artistico, il «coraggio per un passo altrove … cercando di raccogliere l’urlo disperato di chi lancia uno sguardo non superficiale al mondo», come dichiara lo stesso Flavio Oreglio, qui attratto dall’energia ‘grezza’, (quasi montanara) e profondamente rock, che il gruppo “combat-folk” della Val Camonica esprime; un suono estremamente funzionale ai testi, graffianti e ironicamente sferzanti, con cui Flavio Oreglio si inserisce nel mondo della canzone “civile”, riuscendo a fondere la forza d’urto della band con la sua ironia tagliente.
«Questo CD è frutto di un incrocio un po’ “bastardo” - ribatte Dario Canossi – dove mondi diversi nuotano verso un orizzonte di allegria e di impegno. Una perfetta sintesi di un repertorio da combattimento, ma armato di tanta ironia».
In questo disco, registrato in presa diretta per mantenere lo spirito del “live” e le sue fresche sonorità, hanno lasciato la loro impronta: FLAVIO OREGLIO (voce e chitarra); DARIO CANOSSI (voce e chitarra); SERGIO ‘JEIO’ PONTORIERO (basso, chitarre acustiche, percussioni); RANIERI ‘RAGNO’ FUMAGALLI (baghet, flauto, ocarine); FABIO BIALE (violino, mandolino); SAMMY ‘CHUPA’ RADAELLI (batteria); PIER ZUIN (highland bag pipe, bombarda,flauti, cucchiai); CESARE COMITO (chitarra acustica, banjo); STEFANO CIVETTA (fisarmonica e voce); SILVIA OREGLIO (cori in “Vorrei”).
Del progetto è in allestimento un tour che porterà la numerosa band a “graffiare” le assolate (e spesso, appisolate) piazze dell’estate italiana.
Si presentano così, simpaticamente, i componenti del gruppo Lombardo “I LUF”, a sottolineare l'essere formazione aperta al contributo di tanti musicisti riuniti dal piacere di suonare per divertire e divertirsi. "Avevamo una manciata di canzoni in cui avevamo sputato anima e cuore ed un gruppo di amici che volevano suonarle. Purtroppo alcuni di loro non avevano la possibilità di seguire progetto in modo continuativo, ma non volevano assolutamente lasciare il branco". "Abbiamo allargato l'organico aprendolo a tutti quelli che hanno deciso di divertirsi con noi, chi vuole impara i brani e quando c'è da suonare chi c'è suona". Il gruppo nasce alcuni anni fa quando il camuno Dario Canossi, oggi voce e leader de “I Luf”, conclude l'avventura con il gruppo “De Sfroos”. Dopo quella esperienza a cui Dario avevo contribuito fortemente, prende forma una nuova direzione musicale, con un repertorio di composizioni originali suonate insieme ad amici musicisti delle Lecchese e della Brianza. Ecco quindi “I Luf” ( lupi in dialetto Bresciano), della cui musica vivace e dalla grande comunicativa, la vitalità del rock si incontra con la tradizione e i ritmi della tradizione. A testimoniare ci.. accanto a chitarra, basso, batteria, lo strumentario comprende violino, fisarmonica, flauti etnici e Baghet, la tipica cornamusa delle valli lombarde. Se le musiche de “I Luf” creano un'atmosfera gioiosa, i testi delle canzoni, taluni in dialetto della Val Camonica, sono ricchi di riferimenti all'attualità Nel 2002 il gruppo Dà alle stampe il CD “Ocio ai Luf”, ottimamente recensito dalla stampa specializzata. Sempre maggiore in questi ultimi tempi il seguito di pubblico de i Luf: lo testimoniano le decine di concerti spesso a sostegno di associazioni di volontariato e solidarietà internazionali. La musica dei LUF è intrisa di folk e bagnata di rock, è allegria e ballo, colpisce contemporaneamente al cuore e alle gambe senza comunque cadere nella banalità dei testi che, nella tradizione di Dario Canossi, sono pieni di riferimenti all'attualità e all'impegno sociale.
