lunedì, maggio 05, 2008

MICHEL GODARD LES MUSICIENS DU LOUVRE - “Archangelica” - (Cam Jazz)

Dopo “Cousins Germains” (2005) e “Impertinance” (2006; in trio con Franck Tortiller e Patrice Héral), Michel Godard firma il suo terzo album per la CAM Jazz: “Archangelica”. Questa volta il musicista francese presenta un progetto particolarmente suggestivo che lo vede affiancato da Les Musiciens Du Louvre, formazione specializzata nel repertorio barocco che ha la propria sede a Grenoble, e da altri musicisti di rilievo: la vocalist Maria Pia De Vito, il chitarrista Gerard Marais, il vibrafonista Franck Tortiller, il batterista Patrice Héral, il clavicembalista Freddy Eichelberger e l’organista Mirella Giardella, responsabile anche della direzione dell’assortito ensemble. Godard imbraccia i suoi abituali attrezzi del mestiere di cui è virtuoso, la tuba e il curioso serpentone.

I presupposti e i contenuti musicali di “Archangelica” sono ben esplicitati dalla scrittrice Nancy Huston nelle note di copertina del CD: “Come tutti sappiamo, un arcangelo è un angelo di grado superiore. Archangelica, comunque, è anche il nome latino dell’angelica, un’erba diffusa nel sottobosco e ben nota per le sue proprietà medicinali ... il che ci conduce direttamente nell’oscuro mondo della stregoneria, il regno del diavolo. Realtà che sono apparentemente opposte e riescono a trovare un punto di incontro e a convivere perfettamente: questa è l’audace ipotesi del disco. Quando la musica barocca e il jazz fondono temi e impostazioni, la magia contemporanea si allaccia alla sacralità del passato e le ombre svelano la loro luce. Ho visto questo miracolo avverarsi sotto i miei occhi. È successo a Grenoble nel 2006. In occasione di uno spettacolo basato sul mio romanzo Instruments of Darkness, la cui l’ambientazione si sposta tra la Manhattan di oggi e la Francia centrale della fine del XXVII secolo. Mirella Giardelli aveva chiesto a Godard e Eichelberger di dare un tocco più attuale a Leçons des ténèbres di Marc-Antoine Charpentier, eseguita dai Musiciens du Louvre, il suo gruppo di musica barocca. Inizialmente i due gruppi sono rimasti arroccati ciascuno nel proprio territorio, suonando una musica coerente con i frammenti testuali del proprio tempo e ascoltando i colori del desiderio dell’altro. A poco a poco, però, ponti di note hanno iniziato a mettere in comunicazione, come tanti arcobaleni, i due universi musicali e, un magico giorno, ho visto negli occhi dei musicisti barocchi l’incredulità davanti ai suoni che fluivano dai loro strumenti. Santo cielo, stavano suonando jazz! E i jazzisti musica barocca! L’euforia dilagò. Come la pioggia. Questo miracolo è possibile perché, al di là della lunga parentesi della musica classica, i due stili condividono un elemento essenziale: l’improvvisazione.”

Musicista di rara versatilità, Michel Godard agisce con pari naturalezza sia nel campo della musica improvvisata e che della musica classica. Nel primo ha collaborato con Michel Portal, Louis Sclavis, Henri Texier, Kenny Wheeler, Pierre Favre e molti altri, mentre sul secondo fronte si è distinto come componente e solista dell’Orchestre Philarmonie de Radio France, de L’Ensemble Musique Vivante, de l’Ensemble Baroque La Venice e di altre formazioni. Tra i suoi tanti altri progetti vanno ricordati almeno Le Chant Du Serpent e Castel del Monte, dedicato al celebre maniero fatto costruire in Puglia da Federico II.