“The House Behind This One” è il secondo album di Giovanni Guidi per la CAM Jazz, dopo “Indian Summer”, disco che ha messo pienamente in luce le qualità del giovane pianista umbro, al punto da favorirne la vittoria nel “Top Jazz 2007” del mensile Musica Jazz, nella categoria riservata ai nuovi talenti. Guidi è dunque già più che una promessa e la sua nuova fatica discografica lo prova compiutamente: al suo fianco ci sono due dei musicisti che lo hanno coadiuvato nel primo lavoro per la CAM Jazz, il sassofonista statunitense Dan Kinzelman (del quale la stessa etichetta ha dato alle stampe “Goodbye Castle”) e il batterista portoghese Joao Lobo, mentre il ruolo di contrabbassista è passato da Francesco Ponticelli a Stefano Senni. “In un gruppo anche il cambiamento di un solo elemento può portare a prendere diverse strade musicali”, afferma Giovanni Guidi, “Il nuovo disco è più suonato del precedente: abbiamo cercato di ricreare in studio un’atmosfera più prossima possibile a quella dei concerti. Credo, quindi, che vi si possa cogliere una maggiore energia”.
Pur agendo nell’ambito del jazz, Guidi è tutt’altro che impermeabile ad altre musiche: “Anche alla luce delle mie ultime esperienze, per esempio la partecipazione alla Cosmic Band di Gianluca Petrella, penso siano più evidenti le influenze del rock e della musica elettronica”. Il pezzo che rimanda più direttamente all’immaginario del rock è Frankie Bear: “L’ho dedicato al sassofonista Francesco Bearzatti: nonostante sia un jazzista, a me dà l’impressione di essere un vero rocker”. L’elettronica fa invece capolino nella traccia conclusiva, You Are Here, del dj londinese Nathan Fake: “L’ho scoperto su My Space. Benché faccia musica dance, Fake ha uno spiccato gusto melodico e mi sembra molto aperto verso l’improvvisazione. Mi piace molto la sua vena lirica, tipicamente nordeuropea. L’uso dell’elettronica che ho fatto in You Are Here potrebbe preludere a una nuova fase del mio percorso artistico”. Un’altra “intrusione” extrajazzistica è Quizas Quizas Quizas del compositore cubano Osvaldo Farres: “Ho riascoltato questo pezzo pochi giorni prima di entrare in studio e mi è sembrato adatto al clima generale dell’album. Fa parte della colonna sonora di due film che mi piacciono molto, La Mala Education di Pedro Almodovar e In The Mood For Love del cinese Wong Kar-wai”. E come avvenuto in “Indian Summer”, anche nel nuovo album Guidi ha incluso una pagina di Ornette Coleman, Peace Warriors: “Tendenzialmente in tutti i gruppi con cui suono c’è in repertorio un brano di Ornette Coleman. Anche i jazzisti delle ultime generazioni amano molto la sua musica”. Ci sarebbe da parlare delle altre composizioni dello stesso Guidi, ma forse si toglierebbe il piacere di ascoltarle attentamente, di scoprire come questo musicista riesca a tradurre in musica le proprie emozioni con grande naturalezza. La piena sintonia di intenti che mostrano i suoi partner è un’altra delle carte vincenti di “The House Behind This One”, molto più che il classico album delle conferme.
Nato a Foligno nel 1985, Giovanni Guidi si è inizialmente accostato alla batteria, per poi avvicinarsi al pianoforte e quindi, sotto la guida di Ramberto Ciammarughi, al jazz. Dopo aver studiato con, fra gli altri, Danilo Rea e Rita Marcotulli, ha partecipato ai seminari di Umbria Jazz e di Siena Jazz. Del luglio 2004 è l’avvio del fortunato sodalizio con Enrico Rava, con il quale ha inciso un CD registrato dal vivo alla Casa del Jazz di Roma e pubblicato nella collana de L’Espresso. In questi primi anni di attività, Giovanni Guidi si è anche segnalato come componente di altri gruppi e attualmente suona nei quartetti di Mauro Negri e di Lello Pareti, oltre che nella Cosmic Band di Gianluca Petrella.
Dicono di Lui :
"Uno dei migliori album di jazz da noi ascoltati negli ultimi anni"
(Marco Crisostomi - Audioreview) DISCO JAZZ DEL MESE - AUDIOREVIEW SETTEMBRE 2008
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